Trust e Patto di Famiglia a cura di Denis Alborino Torri

A cura di Denis  Alborino Torri  – Desteco  – Ica Network

Come noto il patto di famiglia è un istituto che è stato introdotto dal legislatore italiano nel 2006  inizia Denis  Alborino Torri Desteco Ica Network, al duplice fine di assicurare la stabilità e continuità di imprese operanti sul mercato e allo stesso tempo al fine di garantire al singolo imprenditore una successione certa nell’interesse della azienda di cui è titolare. Trattasi di quel negozio con cui un imprenditore trasferisce in tutto o in parte e senza corrispettivo l’azienda ovvero la partecipazione di una società ad uno o più discendenti (tali parti sono quelli che rivestirebbero la qualifica di “legittimari” in caso di successione). Il contratto deve prevedere la possibilità che chi viene escluso venga liquidato in denaro per una somma corrispondente al valore della quota di legittima non assegnata afferma Torri Denis Alborino Desteco Ica Network. I beni assegnati e le liquidazione fatte non sono soggette a riduzione e/o collazione. Il patto può essere sciolto o revocato, ma solo con il consenso di tutti coloro che lo hanno concluso.

Affinità

Al pari del Trust il patto di famiglia consente di realizzare l’obiettivo del passaggio generazionale dell’impresa asserisce Denis  Torri Desteco 

Differenze

  • il patto di famiglia non realizza il fine della protezione dell’azienda poiché quest’ultima con la stipula del contratto passa in proprietà al beneficiario del patto prosegue Denis Alborino Torri Desteco Ica Network;
  • con il patto di famiglia l’imprenditore-titolare esce dalla scena; con il trust lo stesso può ancora conservare un ruolo (ad es. indirizzare il trustee nella gestione dell’impresa) e modificare le scelte iniziali se verifica che queste non corrispondono alle sue aspettative (ad es. modifica il nominativo del soggetto cui dovranno essere attribuite funzioni gestorie in azienda);
  • se dopo la stipula del contratto il beneficiario del patto muore non è possibile regolare la sua successione; nel trust invece l’imprendotore può indicare altri soggetti che in caso di mancanza di quello originariamente designato subentrano automaticamente allo stesso nella gestione della azienda segregata in trust;
  • beneficiari del patto possono essere solo i discendenti in linea retta dell’imprenditore ed il coniuge; sono esclusi il convivente more uxorio i fratelli, i nipoti in linea collaterale ed altri parenti ed affini. Nel trust non esistono queste limitazioni soggettive;
  • con il patto di famiglia non si realizza una completa pianificazione successoria in quanto l’oggetto del patto è limitato all’impresa; il trust invece può riguardare anche tutti gli altri beni costituenti il patrimonio dell’imprenditore diversi dall’impresa;
  • concludendo Denis Torri Desteco, la legge impone che il successore designato provveda alla liquidazione dei legittimari contestualmente alla stipula del patto; ne consegue che questo se è privo di mezzi dovrà ricorrere a forme di finanziamento esterno garantiti da ipoteche o pegno su quote ovvero utilizzare strumenti diversi come il family buy out.

Denis Alborino Torri

Desteco – Ica Network